I problemi di Boeing potrebbero essere un’opportunità per gli aerei Made in China.

In Cina sono stati spesi 35 miliardi di dollari in un solo anno per acquistare aerei di linea,  ma questo potrebbe diventare un problema per Boeing, il maggiore costruttore di aerei al mondo.  

Boeing 737 MAX User:Acefitt [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)]
Boeing 737 MAX
User:Acefitt [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)]

Il settore del trasporto aereo cinese è tra quelli che crescono maggiormente al mondo, e si prevede che presto possa superare quello degli Stati Uniti per diventare il più importante in assoluto.  L’anno scorso, in media, veniva consegnato un aereo ogni 21 ore ad una compagnia aerea cinese. 

Il mercato cinese è il più redditizio per Boeing dopo quello degli Stati Uniti,  e la competizione con Airbus è molto viva. Boeing gode ancora di un leggero vantaggio  in termini di quota di mercato in Cina, ma l’azienda si trova ad affrontare una serie di problemi che potrebbero ostacolare il suo futuro predominio.  

Il primo di questi problemi ha a che fare con il nuovo aereo Boeing, il 737 MAX.  Prima del blocco, la Cina era, con un ampio margine, il più grande operatore di questo aereo.  Le compagnie aeree cinesi avevano già 97 unità 737 MAX, mentre quelle statunitensi  ne avevano appena 72.  Si tratta di un aereo particolarmente adatto al mercato cinese, in particolare per quelle compagnie aeree sempre più interessate ad offrire voli diretti tra città secondarie evitando i principali scali di Pechino, Shanghai e Guangzhou.

Questo è particolarmente importante se si considera l’enorme numero di compagnie aeree minori che operano in Cina e che si sono affermate installando hub in molte città minori.  Molte caratteristiche del 737 MAX si adattano perfettamente a questa missione, aiutando anche le compagnie cinesi ad offrire voli economici verso altri paesi asiatici, come ad esempio Jinan – Singapore, Guangzhou – Lahore,  Ürümqi – Bangkok o Hangzhou – Hotan.

Boeing è consapevole delle opportunità cinesi per il 737 MAX, decidendo addirittura di allestire una fabbrica a Zhoushan, in Cina, dove operai cinesi dovrebbero completare gli interni degli aerei assemblati negli Stati Uniti.  Si tratta di un’operazione necessaria se si considera che Airbus dispone già di una linea di assemblaggio finale ancora più estesa in Cina per i suoi jet A320 rivali.  

In aggiunta ai 97 aerei già consegnati, le compagnie cinesi ne avevano ordinati quasi altri 500, ma dopo i due incidenti l’Amministrazione dell’Aviazione Civile della Cina noto internazionalmente in lingua inglese come Civil Aviation Administration of China ed abbreviato in CAAC (in cinese: 中国民用航空局|中國民用航空局), desiderosa di mantenere la recente linea di sicurezza aerea del paese, ha rapidamente bloccato i voli dei 737 MAX.  La Cina fu il primo paese a prendere questa decisione con una mossa insolita, in quanto, storicamente, era sempre la FAA americana a prendere queste decisioni, seguita ciecamente dalle autorità degli altri paesi.  Ma nonostante i due incidenti la FAA americana decise di non bloccare l’aereo. Il fermo del 737 MAX da parte della CAAC ha offerto a Pechino diversi vantaggi strategici.

Innanzitutto, soprattutto nel caso delle compagnie aeree statali e delle società di leasing, i cinesi hanno una posizione negoziale molto più forte nei confronti di Boeing, poiché quest’ultima deve cercare di recuperare lo slancio di cui godeva prima degli incidenti.  I prezzi alla vendita, che in genere variano molto da una contratto all’altro, potrebbero diminuire notevolmente, almeno a breve termine.

In secondo luogo, le tre maggiori compagnie aeree cinesi, tutte di proprietà dello Stato, hanno già avanzato richieste di risarcimento per il fermo dei loro jet.  Queste compagnie sono in buona parte controllate dallo stato.  Se Boeing non dovesse adeguarsi, il governo cinese potrebbe decidere di ridimensionare i futuri ordini, potenzialmente a favore di Airbus.

Qualunque cosa Boeing conceda alle compagnie aeree cinesi diventerà probabilmente un precedente da tenere in considerazione per i risarcimenti richiesti da tutte le altre compagnie coinvolte nel mondo. 

Un’altro fatto interessante è vedere l’Amministrazione dell’Aviazione Civile cinese affermarsi come leader mondiale al posto di quella americana (FAA).  Sono stati i cinesi i primi a decidere di bloccare il jet della Boeing, dando via ad un effetto domino che ha coinvolto molti altri regolatori internazionali.  La FAA americana, che ha legami profondi con la Boeing, ha perso un pò di credibilità nel suo ruolo di regolatore dell’aviazione mondiale.

L’Amministrazione dell’Aviazione Civile cinese assumerà probabilmente un ruolo più indipendente per una nuova certificazione del 737 MAX una volta risolti i problemi, ma si sentirà probabilmente anche libera di prendere le proprie decisioni in modo indipendente sulla navigabilità dei futuri aerei.  Questo è un precedente che potrebbe preoccupare la Boeing.

Civil Aviation Administration of China headquarters - No. 155 Four East West Main Street (Dongsi Xidajie), Dongcheng District, Beijing 100710 - Attribution: WhisperToMe [CC0]
Civil Aviation Administration of China headquarters – No. 155 Four East West Main Street (Dongsi Xidajie), Dongcheng District, Beijing 100710 – Attribution: WhisperToMe [CC0]
Tutto questo avviene in un clima di guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina.  Le tre maggiori compagnie aeree cinesi, China Southern, China Eastern e Air China sono tutte a partecipazione dello stato, che potrebbe decidere di impiegarle come strumento politico.

Ad oggi, le flotte di queste tre compagnie aeree sono orientate a favore degli aerei Airbus, nonostante una leggera preferenza per Boeing sul totale degli ordini cinesi. La Boeing è uno dei maggiori esportatori statunitensi e un importante datore di lavoro.  Ll governo americano ha ovviamente interesse a sostenerli. Essendo la Cina il più grande mercato internazionale per la Boeing, l’economia americana è sensibile alle decisioni del governo cinese, che ha le chiavi per aiutare o danneggiare l’economia americana attraverso il numero di ordini da effettuare.

Nel marzo 2019 il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato un massiccio ordine di 300 aerei Airbus per 35 miliardi di dollari. Anche se non si può conoscere tutte le motivazioni di tale scelta, i numeri mostrano che dall’inizio della guerra commerciale c’é stato un calo significativo di ordini Boeing in Cina. 

Un altro potenziale problema per la Boeing è rappresentato dal fatto che la Cina sta realizzando un proprio aereo commerciale.  Viene fabbricato dalla Commercial Aircraft Corporation of China (COMAC).  Mentre Boeing e Airbus dominano ancora il settore, la COMAC potrebbe cambiare molte cose col loro Comac C919, un concorrente diretto di A320 Airbus e Boeing 737. 

 

 

Comac C919 Weimeng at www.airliners.net [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)]
Comac C919 Weimeng at www.airliners.net [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)]
La Cina vanta anche una forte esperienza nella produzione a basso costo e alta tecnologia, e questo aereo potrebbe rivelarsi appunto un’alternativa a con queste caratteristiche ai concorrenti Airbus e Boeing.  Il t sta già suscitando l’interesse di alcune compagnie straniere aeree come la Ryanair, il cui amministratore delegato ha dichiarato che sarebbe seriamente interessato all’aereo se una variante da 200 posti fosse reso disponibile.

La Cina dispone infine di una crescente influenza geopolitica, soprattutto nei paesi dell’Africa che vantano settori dell’aviazione in rapido sviluppo, e questo potrebbe tradursi in un riequilibrio delle vendite a favore del Comac cinese.

Se Boing mancasse l’opportunità di diventare un protagonista dominante nel futuro mercato dell’aviazione cinese, potrebbe avere difficoltà a mantenere la sua posizione di maggior produttore di aerei al mondo.

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Michele Princigalli

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