I giocatori di calcio occidentali che prendono la cittadinanza cinese

I Giochi Olimpici del 2018 furono i più costosi mai organizzati, con un investimento di 40 miliardi di Dollari da parte di Pechino. Gli atleti cinesi vinsero 51 medaglie d’oro ai Giochi, più di ogni altro paese nella competizione. La Cina era anche diventata la terza economia mondiale, dopo il Giappone e gli Stati Uniti.  Il messaggio al mondo era chiaro: con un’economia in ascesa e un crescente peso politico e culturale, la Cina era cresciuta anche nel campo sportivo. Ma il gioco del calcio rimaneva un punto debole.

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La Cina è rimasta esclusa dalla Coppa del Mondo dalla prima edizione del 2002 del torneo. E nel luglio 2009 la sua squadra occupava il 108° posto nella classifica mondiale, secondo la FIFA. Inoltre, le partite truccate e la corruzione erano considerate così diffuse che venne istituito un comitato etico per risanare il gioco.
Come vice presidente nel 2011, il presidente cinese Xi Jinping ha fatto del miglioramento di questo gioco un obiettivo nazionale. Da bambino, Xi giocava a calcio a scuola. Ora voleva coinvolgere l’intera nazione in questo sport.

Accademie di calcio e campi di calcio vennero progettati in tutto il paese, e un ambizioso programma di ingaggio di migliaia di allenatori stranieri offriva a tutti, dalle professioni agli studenti dell’anno sabbatico, incentivi finanziari per insegnare ai giovani cinesi come giocare.  Con l’arrivo dei fondi, arrivarono anche talenti stranieri, anche se molti di loro non potevano contare su una forte crescita professionale nei propri paesi.

Per Xi, tuttavia, l’obiettivo non era quello di attirare stelle straniere. Si trattava di preparare quelle cinesi.
Di conseguenza, le squadre CSL (Chinese Super League) sono abilitate a registrare solo quattro giocatori stranieri e pagarne solo tre alla volta, oltre ad uno proveniente da un territorio cinese come Hong Kong, Taiwan o Macao.  Tutte le squadre CLC hanno usago la quota al massimo del potenziale.

Alcuni giocatori stranieri hanno deciso di prendere la nazionalità cinese, abbandonando quella di origine.  È il caso di Hou Sæter, nato da padre norvegese e madre cinese, che a gennaio 2019 acquisì la cittadinanza cinese e passò alla Super League cinese con la Beijing Guoan.

Dieci anni fa, era quasi impensabile che qualcuno preferisse un passaporto cinese a un passaporto Europeo.  La cittadinanza cinese di allora limitava fortemente la libertà di movimento di una persona, ma le cose sono cambiate nell’ultimo decennio.

 

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Redazione

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