Uno studente sconcertato dice a Twitter: Non sono un agente cinese”.

Twitter ha annunciato lunedì scorso di aver rimosso 936 account ritenuti parte di uno strumento cinese sostenuto dallo Stato per seminare discordia e minare le proteste a Hong Kong.

Una novità per Luka Ivezic, uno studente di 24 anni del Kings College London, il cui account – @TechPoliticist – fu sospeso, e apparve nella lista di quelli che si diceva fossero gestiti dalla Cina e fuori di essa.

Il signor Ivezic, nato in Croazia mai stato in Cina, ha recentemente completato la sua tesi. L’argomento? “Disinformazione, e come l’intelligenza artificiale può potenziare gli strumenti che Cina e Russia hanno per disinformarci”.

“E’ un po’ ironico che una cosa del genere possa accadere a me”, ha affermato.
Secondo i documenti pubblicati da Twitter lunedì scorso, sono stati segnalati quattro dei tweet di Mr Ivezic, che hanno tutti discusso di Intelligenza Artificiale, bitcoin e altri argomenti tecnologici correlati. Tweet, che dice di aver pubblicato lui stesso.

Twitter ha poi confermato la sua decisione : “Dopo ulteriori indagini con il nostro team, abbiamo accertato che [l’account era] compromesso e legato alla rete di disinformazione nota nella divulgazione di ieri”.
“Non ha alcun senso logico”, ha dichiarato Marin Ivezic, padre di Luka, partner della società di consulenza PriceWaterhouseCoopers, che lavora sulla sicurezza informatica. “Il profilo di Luka è stato sospeso a maggio, prima che il movimento di protesta a Hong Kong si intensificasse”.

Dopo un articolo pubblicato dalla BBC, Twitter ha dichiarato che avrebbe rimosso l’account di Luka dalla lista al fine di proteggere la sua privacy, ma la società ha sostenuto che l’account è stato identificato in modo corretto come facente parte delle attività cinesi.

Questa decisione può nuocere alla sua carriera.

Nel proprio post apparso sul blog relativo alle sospensioni legate alla Cina, Twitter ha affermato di aver condotto “indagini intensive” sui 936 profili, aggiungendo che “abbiamo prove attendibili a sostegno del fatto che si tratta di un’operazione statale”.
Luka non corrisponde esattamente a quella descrizione – anzi, ha usato il suo account per pubblicare cose che si potrebbe pensare sgradite atta Cina, ad esempio la sua preoccupazione per le implicazioni in termini di sicurezza dei paesi occidentali che collaborano con Huawei.

Marin è preoccupato per le conseguenze dell’ inserimento dell’account di suo figlio nell’elenco di Twitter.
“È in fase di colloquio per posizioni nel campo del cyber e della privacy e così via”, ha detto il padre.
“Qualsiasi datore di lavoro a cui si rivolge effettuerebbe dei controlli approfonditi e questo emergerebbe”. Anche fornendo una spiegazione esauriente, alcuni potrebbero temere il rischio e che non valga la pena di preoccuparsi del rischio che ci sia qualcosa di vero nella segnalazione di Twitter”.

La spiegazione più probabile sembra essere legata alla decisione di Marin di cercare di aumentare il numero dei follower propri e di suo figlio.
“Mi ero rivolto ad un consulente per lanciare gli account”, ha dichiarato Marin, “e sospetto che abbia comprato alcuni follower/bot di Twitter, cosa che ho pensato spiegasse la sospensione – fino ad oggi”.

Queste reti du follower sono talvolta vendute per altri usi. E’ possibile che la rete usata per gonfiare i seguaci di Luka sia stata in seguito controllata da network cinesi, ma Twitter non conferma questo scenario.
Né ha voluto spiegare le ragioni per cui l’account di Luka è stato considerato uno dei 936 nati in Cina e tra quelli che “rappresentano le parti più attive di questa campagna”.

Marin e Luka si sono rammaricati del loro tentativo di aumentare il numero dei seguaci e capiscono le ragioni della sospensione, ma sostengono anche che di per se questo non sia un motivo per elencare il profilo di Luka come parte di una campagna cinese di disinformazione.

Accuse vaghe e il pericolo costituito dal potere dei social.

Questa vicenda dimostra come molte accuse di fake news e disinformazione rivolte a Russia, Cina o altri, siano più facilmete frutto di paranoia e disinfirmazione occidentale che fatti basati su elementi reali e verificabili.

Più grave ancora è sempre piu’ evidente come società tcnologiche private statunitensi abbiano il potere di accusare, giudicare, punire, e discriminare chiunque al mondo, senza appoggiarsi ad un sistema legale, senza regole ciondivise e trasparenti, ma con conseguenze pensantissime per individui, società e anche governi in tutto il mondo.

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Redazione

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